Co.P.I.I. su Quinta Colonna – Rete 4

Questa sera, ore 21.15 Giuseppina e il Co.P.I.I saranno in diretta su Quinta Colonna, programma di rete4 di Paolo Del Debbio

Petizione #BastaAccise, firma anche tu!

#BastaAccise sulla #benzina.
La nostra #petizione su Change.org per smettere di pagare l’Iva illegittima.

FIRMATE e CONDIVIDETE per il bene di tutti.

La petizione: http://chn.ge/2dGYQ8O

Petizione #BastaAccise

INSIEME PER CRESCERE

Insieme per essere meno invisibili e condividere esperienze e soluzioni.

Group of industrial workers.

UN’ASSOCIAZIONE IN AIUTO DELLE PICCOLE IMPRESE

Le piccole imprese non sono sostenute dalle istituzioni. Il Co.P.I.I riunisce gli imprenditori e li sostiene per superare questa crisi economica.

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Quando evadere non è reato…

da Il Quotidiano del Professionista

15 Ottobre 2012
Quando evadere non è reato

Il Gip di Firenze ha assolto un imprenditore in gravi difficoltà economiche
Non commette reato l’imprenditore che evade l’IVA per scongiurare il fallimento. E’ quanto emerge da una recente sentenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze.

Il caso. L’imprenditore in questione è finito nei guai per non aver versato l’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale, per l’importo complessivo di 176 mila euro.

La difesa. In sede di giudizio abbreviato, la difesa ha sostenuto che, all’epoca dei fatti, la ditta dell’imputato, che stava facendo un lavoro importante per una società, si era trovata in “estrema difficoltà economica”, perché quest’ultima non aveva onorato le scadenze di svariati pagamenti a fronte dei quali erano state emesse delle ricevute “importanti”. Questa evenienza si era andata ad aggiungere a una situazione pregressa di crisi, così che il
contribuente si era trovato nell’impossibilità di far fronte alla pretesa erariale. In ogni caso, era intervenuto un accordo con il Fisco e l’imputato stava puntualmente pagando le rate del piano di rientro.

L’assoluzione. Ebbene, al GIP la difesa dell’imputato è apparsa credibile. Dall’esame della documentazione prodotta dalla difesa è infatti emerso che l’uomo si era effettivamente trovato in gravi difficoltà economiche in conseguenza del mancato adempimento dei debitori della sua azienda, tanto da versare in una situazione di “illiquidità”.

Assenza di dolo. Per il giudice, quindi, la condotta omissiva del contribuente non ha potuto essere sanzionata, per mancanza di dolo. Infatti il processo penale, a differenza di quello tributario, impone di valutare e di provare la volontarietà dell’omissione (nel senso richiesto della norma violata, di tal che deve risultare che l’agente si è rappresentato e ha voluto l’omissione del versamento nel termine richiesto), volontarietà che nel caso di specie non è stata rilevata, a causa della crisi finanziaria in cui si era venuto a trovare il  contribuente anche in conseguenza delle condotte di soggetti terzi inadempienti nei suoi confronti; crisi che lo ha posto in una condizione di “illiquidità” e che lo ha reso, pur se inadempiente al pagamento dell’imposta, “non perseguibile penalmente”.
Autore: Redazione Fiscal Focus

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