Co.P.I.I. su Quinta Colonna – Rete 4

Questa sera, ore 21.15 Giuseppina e il Co.P.I.I saranno in diretta su Quinta Colonna, programma di rete4 di Paolo Del Debbio

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#BastaAccise sulla #benzina.
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La petizione: http://chn.ge/2dGYQ8O

Petizione #BastaAccise

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Le piccole imprese non sono sostenute dalle istituzioni. Il Co.P.I.I riunisce gli imprenditori e li sostiene per superare questa crisi economica.

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Banche: Il cliente ha sempre ragione…

25 Ottobre 2012

Banche: il cliente ha sempre ragione

La banca non può rifiutarsi di consegnare al cliente la documentazione relativa all’intero rapporto di conto corrente.

La banca deve consegnare la documentazione relativa all’intero rapporto intrattenuto al cliente, anche se la richiesta è formulata dopo lo scioglimento del contratto di conto corrente. La piena e integrale soddisfazione del diritto del privato è preordinata ad assicurare piena trasparenza ai rapporti bancari e a consentire al correntista di prendere cognizione sull’operato dell’azienda di credito, anche eventualmente al fine di tutelare le proprie posizioni rispetto a illecite pratiche contrattuali bancarie. Lo ha sostenuto il Tribunale di Lecce, in una recente sentenza.

Il caso. Il detto Tribunale ha dato torto a un noto istituto di credito chiamato in causa da un ex cliente per essersi rifiutato di consegnare la documentazione inerente a due rapporti di conto corrente chiusi alla fine degli anni ’90. Il privato aveva avanzato richiesta in tal senso, al fine di precostituirsi la prova per agire contro la banca per la ripetizione di somme indebitamente corrisposte in applicazione di clausole bancarie affette da nullità e afferenti all’illecita capitalizzazione degli interessi, all’addebito di commissioni di massimo scoperto e per giorni valuta.

Buona fede, correttezza e solidarietà. Il giudice salentino, ha ritenuto di non potersi discostare dal costante orientamento della Cassazione secondo cui lo scioglimento del contratto di conto corrente non dà luogo all’estinzione con immediatezza di ogni rapporto obbligatorio fra le parti, sussistendo anche per l’epoca successiva una serie di obbligazioni, ancora di derivazione contrattuale e corrispondenti a posizioni di diritto soggettivo, che derivano da doveri di buona fede, correttezza e solidarietà, e che si sostanziano in prestazioni imposte dalla legge (artt. 1374 e 1375 cod. civ.), che aggiungono tali obblighi a quelli convenzionali, quale promanazione di un più generale dovere di solidarietà previsto dall’articolo 2 della Costituzione. Ne deriva la necessità per ciascuna parte di adottare comportamenti che, a prescindere da specifici obblighi contrattuali e dal dovere extracontrattuale del “neminem laedere”, senza rappresentare un apprezzabile sacrificio a suo carico, siano idonei a preservare gli interessi dell’altra parte, comportamenti tra i quali vi è anche quello di fornire al correntista la documentazione relativa al rapporto obbligatorio e al suo svolgimento, compiutamente regolato dall’art. 119 del T.U.L.B., che riconosce al cliente il diritto di ottenere – a sue spese, per gli ultimi dieci anni, indipendentemente dall’adempimento del dovere di informazione da parte della banca e anche dopo lo scioglimento del rapporto – la documentazione di singole operazioni registrate
sull’estratto conto (Cass. Sez. I, 13.7.2007 n. 15669).

Lite temeraria. Il Tribunale, infine, ha considerato equo condannare la banca, ex art. 96, 1° e 3° co., c.p.c., al pagamento di 7 mila euro in favore dell’ex correntista, poiché la condotta oppositiva e inutilmente vessatoria in merito al soddisfacimento di un diritto del cliente, deve essere considerata espressione di un abuso di “posizione dominante” e di mortificazione di primari diritti che discendono dal pronto soddisfacimento di quello previsto dall’art. 119 del T.U.L.B., primo tra tutti quello di invocare in tempi ragionevoli la tutela giurisdizionale delle proprie ragioni. Le spese di lite hanno seguito la soccombenza.

Autore: Redazione Fiscal Focus

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